Caffè dal 1953
Passione e intuito: una miscela vincente.
Da oltre settant’anni produciamo caffè.
Un caffè di famiglia.
Da quando nel 1946 Marcello Crosta decise di aprire un piccolo laboratorio di torrefazione, il legame della famiglia con il caffè è stato indissolubile.
Tre generazioni si sono susseguite alla guida dell’azienda di famiglia.
Dopo il nonno Marcello, i genitori Antonella e Flavio; oggi l’azienda è gestita dalle 3 sorelle Arianna, Carlotta e Rebecca Viola.
I nostri valori
Il caffè per molti occupa il posto di un rito quotidiano e irrinunciabile.
Per questo motivo, noi stessi non possiamo rinunciare anche al più minimo sforzo per fornire un prodotto al massimo della qualità possibile. Non solo, anche in virtù della storia che abbiamo scritto finora, portiamo con orgoglio il peso di un’azienda di famiglia che dal 1946 ha visto avvicendarsi tre generazioni fino a quella attuale, strettamente femminile.
Ma non unicamente di valori e materia prima di qualità, controllata dalla coltivazione all’importazione, è fatto il nostro caffè. La chiave risiede naturalmente nella lavorazione, che si compone di tre fasi principali: tostatura, miscelazione e macinazione. Ognuna curata da veri e propri maestri, nella loro delicatezza e specificità.
Tutto questo ci permette di portare al bar o direttamente nelle vostre case, prodotti che sanno di esperienza, pazienza, tradizione e modernità allo stesso tempo, affidandoci all’unico modo in cui sappiamo lavorare, con impegno e fedeltà.
È così che a ogni sorso raccontiamo la nostra storia, che parla di territorio e posti lontani portati in un’unica tazzina.
Tradizione artigiana ed innovazione
Nello stabilimento di via Sansovino le partite di caffè crudo di varie origini e qualità vengo selezionate e immagazzinate in attesa della lavorazione.
Qui l’anima artigiana della piccola boutique del caffè, unita ai metodi tradizionali di tostatura lenta e di raffreddamento ad aria garantiscono il migliore degli aromi.
Ogni lotto è sottoposto a un costante e attento controllo, per identificarne le caratteristiche e consentire la tracciabilità completa dal fornitore originario al cliente finale.
La storia del caffè Malabar
1946
Nell’immediato dopoguerra intorno alla Mole c’è tanta voglia di ricominciare.
Aprono nuovi locali, la gente esce di casa e si ritrova al bar.
E’ un’intuizione, la pensata di un ragazzo sveglio, o solo la consapevolezza di voler provare a realizzare un sogno.
Sta di fatto che nel retrobottega della drogheria di famiglia, il giovane Marcello Crosta decide di avviare un piccolo laboratorio di torrefazione.
Comincia a darsi da fare: assaggia, scarta, riprova, seleziona: tutti dovranno bere il suo caffè.
E allora valuta con cura la scelta delle qualità di Arabica e Robusta, si affina nella delicata arte della tostatura, scopre i segreti della miscelazione.
Fino a ottenere un sapore sempre più armonico ed equilibrato.
Espresso dopo espresso, tazzina su tazzina, in città comincia a girare la voce e la fama di questa piccola boutique del caffè.
I clienti cominciano ad aumentare e gli ordini a crescere.
1952
Malabar. Tutto il sapore di un nome.
Adesso, però, occorre un nome.
Perché un nome azzeccato, il più delle volte, fa la fortuna di un prodotto.
Forse non c’è un perché.
Forse, nemmeno un motivo preciso.
Forse è soltanto il caso.
Ma tra un Moka d’Arabia, un Blue Mountain giamaicano e un Bourbon del Brasile, alla Signora Crosta cade l’occhio su Malabar.
E’ un nome scritto piccolo, piccolo nelle cartine geografiche.
Il nome di un luogo dalle pregiate coltivazioni di caffè, sulle coste sud-occidentali dell’India.
Malabar. Sì, suona bene e ha anche carattere.
Sembra uscito dritto, dritto dall’atmosfera di un tabarin dove si esibisce Fred Buscaglione.
Piace, debutta nel 1952 e l’anno successivo viene registrato ufficialmente come marchio.
Anni '60 e '70
Il “bun” italiano.
L’Italia degli anni ‘60 e ’70 corre veloce.
E’ un’Italia che si sviluppa. L’Italia della ”Dolce vita” di Fellini.
E’ anche un’opportunità, un’occasione per crescere.
Il boom industriale ed economico porta un significativo aumento dei consumi e il sapore unico del caffé Malabar, “cul bun” (in piemontese “quello buono”), è sulla bocca di tutti.
L’intuizione di Marcello è ora diventata una realtà: in molti hanno cominciato a bere il suo caffè.
Adesso, a star dietro agli ordini, non basta più l’intera famiglia Crosta e la sede viene trasferita nello storico stabilimento di corso Francia.
La piccola boutique del caffè è diventata un’azienda.
Le qualità blu, rossa e gialla, i sacchetti e le lattine sottovuoto, il marchio, le insegne e l’inconfondibile aroma del caffé Malabar fanno ormai parte del vissuto e del quotidiano dei torinesi.
Oggi
Il caffè si veste di rosa.
Oggi Arianna, Carlotta e Rebecca guidano la Malabar verso il futuro.
La guidano aiutate da mamma Antonella e papà Flavio.
E la guidano dando un forte segnale di continuità con quel patrimonio di cultura, di valori e di esperienze tramandato da Marcello.
Tradizione, coerenza e innovazione.
Parole che si sentono pronunciare spesso nel moderno stabilimento di via Sansovino.
Parole concentrate sì sui valori di un tempo, ma che al tempo stesso vogliono dare un chiaro segnale di novità e dinamismo.
Malabar è, e continuerà ad essere, un’azienda “taylor made”, attenta alla qualità e fortemente radicata sul territorio.
Ma anche un’azienda sensibile al mercato e propositiva, capace di offrire e garantire ogni volta un servizio eccellente e personalizzato ad una clientela sempre più qualificata.